Sabato 31 maggio siamo andati a sciropparci un’intera giornata di discese sul sentiero dei Carbonai (Castelbuono/Palermo)…davvero spettacolare! Il sentiero dei Carbonai non si smentisce, 4,5 km di percorso interamente sottobosco, anche se avrebbe bisogno di una pulitina nella parte bassa. Verso le dieci del mattino siamo già pronti alla prima discesa. Bisogna conoscere bene tutte le deviazioni per fare tutta la discesa in singletrack, altrimenti il rischio è di farsi tutta la seconda parte su stradella. La prima discesa ha messo seriamente in difficoltà alcuni riders, ancora intorpiditi da mesi di pausa forzata a causa di infortuni vari. Il percorso è assolutamente favoloso. Si comincia con una prima parte molto veloce e pendente. Non appena si conoscono bene i punti sui quali passare si scende a bomba. La parte intermedia del percorso è probabilmente la più caratteristica, una serie di gradoni in pietra altissimi in stretta sequenza. Dopo un paio di discese si possono mollare i freni anche su questa sezione più tecnica, trovando parecchi spunti per salti e sequenze veloci…occhio sempre al fondo però! L’ultima parte è un singletrack velocissimo che corre all’interno di un bellissimo bosco di querce, una libidine totale. Alcuni tratti avrebbero bisogno di una sistematina per via delle pietre smosse, ci stiamo già attrezzando in merito. Dopo tre discese siamo già cotti e pronti per rifocillarci al rifugio Crispi. Stiamo tutti attenti al piatto perché la fame è tanta e Grillo è in agguato con la forchetta…due fette di salame del Glandiatore cadute sul campo! Dopo il lauto pasto siamo pronti a risalire in sella. La sensazione è strana, in molti punti dove prima credevamo ci fosse bisogno di una pulitina non c’è più niente, niente pietre smosse, tutto pulito. Non riusciamo a comprendere il perché, cosa sarà successo? Poi arriva l’illuminazione. Notiamo che scendere dietro Caio è davvero rischioso, dalla ruota posteriore della sua Erinni, accompagnati da fragorosi boati, partono pietroni di notevoli dimensioni che si catapultano nel bel mezzo del bosco, liberando il sentiero da ogni ostacolo…o quasi. Adesso sappiamo come pulire i sentieri, basta portare un poco in giro il trattor…. ehm…Caio! Alla moderata velocità di 60km/h libererà i percorsi da ogni detrito. Dovrebbero assumerlo all’IMBA. Insomma, una giornata indimenticabile. Il Glandiatore sta diventando sempre più stiloso e ferma continuamente il gruppo perché vede questo o quel passaggio tecnico da voler provare ad ogni costo. Il ragazzo è stato ormai definitivamente contagiato dal morbo del vertriding.
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